AMBIENTAZIONE
INTRODUZIONE


"Tacete sciagurati!
Tacete, voi che maledite la sorte avversa, la spada del soldato, il ventre tondo del mugnaio, o i segni tracciati dalle streghe sugli alberi per giustificare le vostre sciagure. Pronti a biasimare tutto e tutti, fuorché voi stessi!

Il Male si fece strada nel nostro mondo in un tempo che nessuno ricorda, e da allora prospera e si avvinghia e stringe, come l’edera velenosa si avvinghia al tronco dell’albero.
La Magia ed ogni sua emanazione sono gli infausti semi del Male.
L’immonda progenie di mostri i suoi neri germogli.
L’ambizione e il peccato degli uomini la sua linfa vitale.

Quando l’estate giunse carica di promesse e speranze i cuori traboccavano di bramosie, succose e dorate come i frutti che maturano al sole, e al pari loro incuranti che presto il loro dolce nettare si sarebbe tramutato nel tanfo marcio della decomposizione.

Un flagello di nome Guerra, brandito dall'avidità e l'ambizione, si è abbattuto ancora sulla povera gente.
I Rossi e i Neri si sono dati battaglia, azzannandosi come bestie fameliche, e come bestie fameliche hanno razziato e marcato il territorio.

Il freddo mortale dell'Inverno è sceso a fermare quel flagello, ed ora avvolge il mondo nella sua morsa.
Un Inverno che è salvezza e condanna insieme.
Vi vedo, radunati di fronte a me, stretti gli uni agli altri per la paura e gli stenti, eppure divisi.

Nascoste nella remota Cittadella, famiglie un tempo rivali si dividono tra i Rossi e i Neri, protette dalla tregua imposta dal gelo, minacciate o sedotte dall'Oscurità che stende il suo manto sul borgo, ancora una volta.

Due sono i colori della guerra.
Unica è la morte, niente altro, niente più..."
CAP.1: UN MERCATO DI SANGUE

Estate. La nostra storia è ambientata in un piccolo borgo, chiamato la Cittadella, che prima della guerra era un luogo prospero, ricco di commerci, e sede di un grande mercato famoso in tutti i regni: la Fiera d’Estate.
Dopo lunghi anni di tribolazioni, miseria e morte, la scorsa estate i tempi sembravano finalmente maturi per tentare di ricostruire i fasti di un tempo, ed ecco che in tutte le contrade si era sparsa la notizia del mercato. Piccoli gruppi di viaggiatori si misero in marcia per raggiungere la Cittadella, al fine di stringere nuovi commerci e alleanze, di ricostruire un futuro più roseo a dispetto di un mondo impervio e pericoloso.
Gli eventi che funestarono la Cittadella in quei primi giorni d’estate gettarono luce sulle oscure contraddizioni del borgo, popolato da integerrimi e onesti artigiani come anche da streghe e nefandi adoratori del Male nelle sue molte forme tentatrici. Al termine della Fiera d’Estate alcuni borghigiani partirono insieme ai forestieri, qualcuno dei visitatori restò, fu eletto un nuovo Consiglio Cittadino, finanziata la costruzione di una strada verso Novigrad, e saldato l’ingente debito di tasse grazie al provvido intervento della ricchissima e influente famiglia La Valette.
CAP.2: LO SPETTRO DELLA GUERRA

Inverno. La morsa del gelo ha imposto una fragile tregua alla nuova guerra che ha travolto uomini e città. Due eserciti, il Rosso e il Nero, sono scesi in battaglia per dominare tutto il Nord.
Quando sul finire dell’estate a Novigrad fu scelto il nuovo consiglio cittadino, alla sua guida ascese il Gerarca Supremo della Fiamma Imperitura e lo strapotere che la chiesa aveva guadagnato negli anni precedenti fu finalmente coronato dall’autorità completa sulla grande Città. Alle celebrazioni gioiose fecero coro i roghi degli empi e le manifestazioni dei flagellanti che in pubblico si battevano affinché la città fosse mondata dalle sue colpe. E quando Novigrad fu di nuovo immacolata e pura, venne il momento di mondare l’intero nord a partire dalla minaccia più grande, e nera, l’Impero. L’esercito di Novigrad invase l’avamposto imperiale di Zelenkirchen a sorpresa, conquistandolo nel giro di un paio di mesi, le forze imperiali schierate non erano preparate al conflitto e le fasi iniziali della guerra furono disastrose per i Neri. L’Impero è però vasto e potente, e la risposta non tardò ad arrivare, si riprese dunque a combattere nei già massacrati territori di Zelenkirchen.
La guerra proseguiva, nonostante l’autunno avesse già spogliato tutti gli alberi e la terra dei campi forse ormai ghiacciata, l’inverno tardava ad arrivare e i soldati continuavano a combattere, nonostante le condizioni sempre più inumane e pesanti.
Alla Cittadella alcune botteghe continuavano a lavorare, altre avevano adattato il proprio mestiere alle esigenze della guerra. I cittadini pacifici cercavano disperatamente di tenersi fuori dal conflitto e sopravvivere, ma in tanti avevano imbracciato le armi, e indossato una divisa, chi rossa e chi nera. Il borgo e i suoi poderi non erano stati ancora lambiti dalla guerra, ma gli eserciti erano in marcia, e presto sarebbero giunti. Le preghiere imploravano l’arrivo dell’inverno per porre un freno al conflitto devastante.
Infine giunse l’Inverno.
Un Inverno improvviso, terribile e crudele. La morsa del gelo finalmente impose una pausa al conflitto, ma le privazioni della guerra lasciarono il posto a quelle della stagione più fredda e ostile che si ricordasse a memoria d’uomo.

Alla Cittadella, ancora libera, fu indetta una tregua in cui un drappello di ciascun esercito era invitato per tentare di sventare la ripresa della guerra, forestieri si misero in viaggio per l’occasione. Le speranze di ricostruire una pace sono flebili, e i torti della guerra hanno persuaso tanti a vestire la casacca di Novigrad o dell’Impero, anche tra le mura del borgo, perché il tempo dell’attesa e dell’ignavia sono finiti.
CAP.3: UN GIORNO QUALSIASI

Inverno. La morsa del gelo ha imposto una fragile tregua alla nuova guerra che ha travolto uomini e città. Due eserciti, il Rosso e il Nero, sono scesi in battaglia per dominare tutto il Nord.
Quando sul finire dell’estate a Novigrad fu scelto il nuovo consiglio cittadino, alla sua guida ascese il Gerarca Supremo della Fiamma Imperitura e lo strapotere che la chiesa aveva guadagnato negli anni precedenti fu finalmente coronato dall’autorità completa sulla grande Città. Alle celebrazioni gioiose fecero coro i roghi degli empi e le manifestazioni dei flagellanti che in pubblico si battevano affinché la città fosse mondata dalle sue colpe. E quando Novigrad fu di nuovo immacolata e pura, venne il momento di mondare l’intero nord a partire dalla minaccia più grande, e nera, l’Impero. L’esercito di Novigrad invase l’avamposto imperiale di Zelenkirchen a sorpresa, conquistandolo nel giro di un paio di mesi, le forze imperiali schierate non erano preparate al conflitto e le fasi iniziali della guerra furono disastrose per i Neri. L’Impero è però vasto e potente, e la risposta non tardò ad arrivare, si riprese dunque a combattere nei già massacrati territori di Zelenkirchen.
La guerra proseguiva, nonostante l’autunno avesse già spogliato tutti gli alberi e la terra dei campi forse ormai ghiacciata, l’inverno tardava ad arrivare e i soldati continuavano a combattere, nonostante le condizioni sempre più inumane e pesanti.
Alla Cittadella alcune botteghe continuavano a lavorare, altre avevano adattato il proprio mestiere alle esigenze della guerra. I cittadini pacifici cercavano disperatamente di tenersi fuori dal conflitto e sopravvivere, ma in tanti avevano imbracciato le armi, e indossato una divisa, chi rossa e chi nera. Il borgo e i suoi poderi non erano stati ancora lambiti dalla guerra, ma gli eserciti erano in marcia, e presto sarebbero giunti. Le preghiere imploravano l’arrivo dell’inverno per porre un freno al conflitto devastante.
Infine giunse l’Inverno.
Un Inverno improvviso, terribile e crudele. La morsa del gelo finalmente impose una pausa al conflitto, ma le privazioni della guerra lasciarono il posto a quelle della stagione più fredda e ostile che si ricordasse a memoria d’uomo.

Alla Cittadella, ancora libera, fu indetta una tregua in cui un drappello di ciascun esercito era invitato per tentare di sventare la ripresa della guerra, forestieri si misero in viaggio per l’occasione. Le speranze di ricostruire una pace sono flebili, e i torti della guerra hanno persuaso tanti a vestire la casacca di Novigrad o dell’Impero, anche tra le mura del borgo, perché il tempo dell’attesa e dell’ignavia sono finiti.
AMBIENTAZIONE ESSENZIALE

Il focus dell’ambientazione è la Cittadella, ma per capire come essa sia influenzata dal mondo esterno, diamo una scorsa a cosa c’è fuori dalle sue mura…

La Cittadella è un borgo libero, amministrato da un consiglio cittadino eletto tra i membri delle famiglie più abbienti. E’ geograficamente situata nella vasta regione nota come Regni del Nord, e si trova a pochi giorni di cammino dall’enorme città libera di Novigrad, di cui è parte secondo antichi accordi. Le famiglie della cittadella pagano tasse a Novigrad in cambio di protezione armata delle strade circostanti, ed in caso di invasione da parte di qualche regno circostante.
Dopo che a Novigrad la Fiamma Imperitura ha preso il controllo politico oltre che religioso della città, la famiglia del precedente Capo del Consiglio Cittadino, Arkadius La Valette, ha cercato riparo alla Citadella, pesantemente debitrice nei loro confronti. La Valette, forte del denaro prestato per salvare il borgo, ha imposto un nuovo Consiglio Cittadino da lui guidato e, nonostante la Cittadella sia ancora sotto l’egida di Novigrad, ha coltivato rapporti amichevoli nei confronti dell’Impero.

I Regni del Nord sono una vasta regione settentrionale; anticamente uniti sotto l’egida di un unico Re e dei suoi vassalli, ormai da tempo i singoli domini sono amministrati da nobili locali e dai loro cavalieri. Riottosi, ambiziosi e desiderosi di espandersi, i Regni del Nord forgiano talvolta fragili alleanze, o si impegnano in conflitti per ampliare i propri territori. La città libera di Novigrad, così come la Cittadella sua satellite, fanno geograficamente parte dei Regni del Nord, e la stessa Cittadella fino a 50 anni fa era il castello del Barone Grunwald.
Oggi i Regni del Nord sono occupati per due terzi dall’esercito di Novigrad, il restante territorio si è arreso alle truppe imperiali. Si è combattuto poco e niente, poiché quelle terre erano già divise e deboli prima del conflitto. Una flebile resistenza si annida nei boschi, ma i loro atti di guerriglia non sono che un piccolo fastidio, come le zecche sul manto di un orso o di un lupo.

Novigrad Di gran lunga la città più grande e popolosa dei Regni del Nord, Novigrad non è soggetta ad una famiglia nobile, ma ormai da due secoli si è autoproclamata indipendente, ed è amministrata da un Consiglio eletto dai cittadini più ricchi e comandata oggi dal Gerarca Supremo della Fiamma Imperitura: Hieronimous Dvorak.
Oltre alle vaste campagne che circondano la città e la riforniscono di materie prime, Novigrad ha il porto più grande del Nord e, fatta eccezione per alcune città imperiali, è anche la metropoli più grande del mondo. Migliaia di abitanti, senza contare i forestieri, alte mura, strade lastricate, mercati coperti, piazze, banche, le corporazioni di tutti i mestieri immaginabili, un castello, torri e ville patrizie, un corpo di guardia da mozzare il fiato, Novigrad è tutto questo. Inoltre, tra le mura cittadine, si è sviluppato il culto della Fiamma Imperitura, che non solo è di gran lunga la religione più seguita nei Regni del Nord, ma è anche l’unica ammessa in città.
La Fiamma Imperitura è simbolo della perseveranza umana e della luce che guida attraverso le tenebre. La fiamma è progresso, ed annuncia l'avvento di giorni migliori.
I chierici della Fiamma Imperitura vigilano sulla fede come pure sui templi, in cui un fuoco brucia incessantemente. Gli inquisitori sono preti investiti della sacra missione di scovare e punire blasfemie, incantesimi, adoratori del male ed evocatori di mostri. Durante i tempi bui causati dalla carestia e dalla peste, l'inquisizione ha processato e ucciso migliaia di eretici, le impietose campagne purificatrici della Chiesa sono note oggi con il nome di Grandi Purghe. Oggi la Fiamma Imperitura brilla sulle casacche dei soldati e nei roghi degli eretici e delle città nemiche, un fuoco divampante e violento che vuole purificare il mondo dall’empietà.

L’Arcipelago delle Sei Sorelle
Un arcipelago di isole belle quanto impervie domina sui mari del Nord, i suoi abitanti sono guerrieri formidabili, abili artigiani e scaltri commercianti, benché tradizionalmente fossero feroci razziatori e secondo alcuni ancora lo siano. Ogni isola è governata da uno Jarl, e benché non ci sia mai stato un Re delle isole, e spesso siano in lotta le une con le altre, capita che si uniscano per una grande impresa o per fare fronte comune ad una minaccia. Gli isolani hanno tradizioni e miti propri, Dèi e riti antichi, si dice infatti che più di qualsiasi altro popolo siano rimasti legati alle proprie origini. L’isola più grande delle Sei Sorelle è Rimfjord.
Il conflitto tra i Rossi e i Neri ha fin’ora risparmiato le Sei Sorelle, che hanno continuato a commerciare nei porti di entrambi i colori. La tregua imposta dall’inverno ha purtroppo reso evidente a Novigrad e all’Impero l’insopportabile neutralità dell’arcipelago, e quando al disgelo riprenderà la guerra, la situazione potrebbe mutare drasticamente.

L’Impero
A sud del Regni del Nord si estende, gigantesco e tentacolare, l’Impero. Composto da una miriade di regioni, contrade e città conquistate nel corso dei secoli, l’Imperatore ha al proprio servizio un enorme esercito centrale ed un apparato burocratico che si occupa di tasse e leggi su tutto il territorio. I nobili, spesso discendenti di regnanti che piegarono il ginocchio, mantengono terre e titolo, ma sono sudditi dell’Imperatore non meno di artigiani e contadini. In alcuni casi, i fedeli condottieri dell’Imperatore vengono premiati con un titolo nobiliare. Nell’ultima guerra di conquista, l’Impero si è espanso a settentrione annettendo il piccolo regno di Zelenkirchen, che ora è l’Avamposto Imperiale confinante con i Regni del Nord, e con i territori della Cittadella.
Oggi l’Impero occupa metà del territorio di Zelenkirchen e una parte dei Regni del Nord, alcuni vociferano che il grosso delle truppe imperiali debbano ancora arrivare, con l’obiettivo di cingere d’assedio Novigrad, altri sostengono che nelle remote provincie imperiali questo non sia l’unico conflitto che impegna il mastodontico esercito e che il sole giallo su campo nero non sia invincibile e possa tramontare.

Zelenkirchen
Quello che un tempo era uno dei tanti regni del Nord, e tra i più prosperi, oggi è nuovamente la regione più devastata dalla guerra, come lo fu nel conflitto precedente che la vide conquistata dalle forze imperiali. Zelenkirchen è in rovina, al punto che misere carovane di profughi hanno approfittato dell’inverno e della tregua per mettersi in strada e cercare rifugio in contrade più sicure. In tanti sono morti durante il tragitto, altri ce l’hanno fatta, e alcuni hanno chiesto asilo alla Cittadella, con le loro misere cose e il pesante fardello di orrori subiti.

CRONOLOGIA

Oltre 50 anni fa: La Cittadella è il Castello di Grunwald, di proprietà dell’omonina casata.

50 anni fa ca.: La famiglia artigiana degli Altendorf e i Godfrei, cavalieri dei Grunwald, organizzano una sommossa popolare, sterminano i nobili e dichiarano l’indipendenza della Cittadella. L’ultimo barone, ucciso dai suoi sudditi insieme alla sua famiglia, è Valick Grunwald.

40 anni fa ca.: La Cittadella e la città di Novigrad prosperano. La Chiesa della Fiamma Imperitura ottiene maggiori potere, viene eletto un ecclesiastico come nuovo Ierarca, tradizione che rimarrà immutata da allora. Alla Cittadella si svolge la prima Fiera d’Estate.

30 anni fa ca.: L’esercito Imperiale si mette in marcia per conquistare i Regni del Nord, inizia così una sanguinosa guerra destinata a durare circa 20 anni.

10 anni fa: L’Impero si ritira dai territori del nord, la sua unica vittoria è aver conquistato il piccolo regno di Zelenkirchen, ora avamposto imperiale.

10 anni fa: I Regni del Nord, Novigrad e Cittadella incluse, sono in ginocchio. Le campagne svuotate e razziate. Una terribile carestia miete nuove vittime, e quelli che non uccide la fame, è la peste a portarseli via.

5 anni fa: In tutti i Regni del Nord, Novigrad e Cittadella incluse, la peste smette di mietere vittime.

2 anni fa: Alla Cittadella viene organizzato una nuova Fiera d’Estate, il Consiglio Cittadino rieletto e ripristinata l’antica strada per Novigrad, al fine di favorire i commerci con la grande città.

1 anno e 7 mesi fa: A Novigrad viene eletto il nuovo consiglio Cittadino, la Fiamma Imperitura ottiene il potere assoluto sulla metropoli. Novigrad muove guerra all’Impero e invade Zelenkirchen.

1 anno e 6 mesi fa: Novigrad conquista Zelenkirchen, l’Impero si riorganizza e muove l’esercito verso nord. I Regni del Nord vengono invasi da entrambi gli eserciti, ai quali si arrendono quasi subito stringendo svantaggiosi accordi di pace, con i Rossi o con i Neri.

1 anno e 4 mesi fa: A Zelenkirchen si combatte e la regione è in ginocchio, l’Impero ne riconquista una piccola parte, il resto è occupato dall’esercito di Novigrad.

1 anno e 3 mesi fa: Novigrad e l’Impero spostano le truppe ai confini della Cittadella, che fin’ora non era stata toccata dalla guerra. Giunge l’Inverno.

1 anno e 2 mesi fa: Alla Cittadella giunge un piccolo gruppo di profughi da Zelenkirchen, ma sono in tanti a muoversi in cerca di asilo, nonostante il gelo.

1 anno e 1 mese fa: Il primo Consigliere della Cittadella Arkadius La Valette indice una tregua alla Cittadella.

1 anno e fa: CRONOLOGIA RECENTE DA AGGIUNGERE, FATTI DEL CAPITOLO 2

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