Capitolo I: Dodge Town

Introduzione: Montana, 1864

La nostra storia inizia nell'anno del Signore 1864, alle pendici delle Montagne Rocciose. Seguendo le orme dell'ormai mitica spedizione di Lewis e Clark, i coloni bianchi hanno aperto il Bozeman Trail e raggiunto il territorio del futuro Stato del Montana. I primi insediamenti di frontiera sono sorti lungo la valle del Missouri, il grande fiume che costituisce una delle principali vie del West, e dei suoi tempestosi affluenti: lo Yellowstone, il Powder, il Bighorn.

Dodge Town, come molti altri insediamenti dell'epoca, ha avuto origine da un trading post. I primi trapper giunti a battere la zona iniziarono a scambiare informazioni e merci dapprima con gli indigeni locali, prevalentemente indiani Crow, e poi con altri bianchi giunti dall'Est, alcuni addirittura da poco sbarcati dalla vecchia Europa sulle coste del Nuovo Mondo. Il villaggio è così divenuto nel tempo un luogo di scambi, di commerci, di sosta, d'incontri e contrasti. A Dodge Town vive una comunità variegata e mutevole. Come ogni frontiera, il West è un luogo in divenire, dove le persone arrivano, ripartono e talvolta si fermano per restare. In una terra che pare eterna e immutabile, sono le persone a cambiare. Indiani giunti dalle pianure usurpate dai bianchi, poveri coloni in marcia verso la terra promessa, cercatori d'oro e avventurieri di ogni sorta s'incontrano con chi considera Dodge Town la sua casa da anni o generazioni.

La frontiera è una terra di fuochi che punteggiano un'immensità disabitata, inesplorata e misteriosa. È un luogo pericoloso per i rovesci della natura, per le insidie poste da bellicosi indiani e loschi fuorilegge. La frontiera è un ambiente spietato: sopprime i deboli e premia chi ha il coraggio e il vigore di prendere ciò che vuole o farsi giustizia da sé. Eppure, molti si mettono in cammino per raggiungere la frontiera, perché dove c'è spazio e libertà, ci sono anche opportunità per vivere lontano da obblighi e costrizioni e per arricchirsi. Dodge Town non è che uno sputo di villaggio, certo, ma un giorno potrebbe diventare un grande mercato, un crocevia di merci, di attività, d'oro; potrebbe divenire uno snodo ferroviario, un forte. Sognare in grande è il motto di chi viaggia verso ovest.

Nel 1864, la Guerra Civile Americana infuria ormai da anni. Le sue battaglie più sanguinose si svolgono lontano dal Montana, eppure nessuno dubita che i suoi effetti si faranno sentire anche all'ovest. A Dodge Town sono già giunti e transitati fuggiaschi, persone che con la guerra non vogliono avere nulla a che fare, come pure funzionari del governo ansiosi di verificare la fedeltà e i sentimenti della gente di frontiera. La guerra concentra l'attenzione del potere a est, ma i suoi rivolgimenti non fanno altro che alimentare il flusso della marea che monta senza sosta e sospinge inarrestabile l'America verso il West.

Benvenuti alla frontiera!

Cosa è successo nel primo capitolo?

Dodge Town, villaggio di frontiera nel Montana del 1864, è stato teatro di eventi tumultuosi e complessi che hanno coinvolto famiglie storiche, nuovi abitanti e visitatori di passaggio, ciascuno impegnato nella propria lotta per il potere, la sopravvivenza e la ricchezza.

L’esordio della storia ha visto la cittadina pervasa dalla febbre dell'oro, che aveva scatenato l’arrivo di avventurieri, cercatori e truffatori. La ricerca dell'oro lungo l'Otter Creek, il torrente che scorre a valle dell’insediamento, ha rivelato una vena autentica, seppur limitata. L'effettivo ritrovamento ha rapidamente portato a conflitti sulla legittimità delle concessioni, spesso truccate, vendute a ignari cercatori.

La vicenda più importante del primo capitolo è stata, tuttavia, la lotta per la sopravvivenza che gli abitanti hanno dovuto ingaggiare contro una nutrita banda di fuorilegge.

La città ha infatti dovuto fronteggiare la banda di Bloody Bill, composta da ex-guerriglieri sudisti. Bloody Bill e i suoi uomini hanno ripetutamente attaccato Dodge Town con l’intento di razziare provviste e vendicarsi contro specifici cittadini. La difesa organizzata dalla comunità, aiutata da alcuni valenti forestieri ha respinto la minaccia, decimando la banda. Tuttavia, Bloody Bill è riuscito alfine a fuggire giurando però vendetta contro il villaggio che era riuscito a respingerlo.

La lotta contro Bloody Bill ha costituito una sorta di evento fondativo per la comunità che, al di là degli odi e delle inimicizie interne, si è conquistata il diritto di esistere nel Montana e di restarvi per sempre.

Parallelamente, Dodge Town è rimasta influenzata dai riflessi della pur lontana guerra civile americana. La presenza di disertori nascosti, il contrabbando d’oro verso la Confederazione sudista gestito, pare, anche con la collaborazione occulta di alcuni cittadini, hanno posto la comunità di fronte a una crisi di coscienza e fedeltà opposte. Alcuni disertori sono stati reintegrati nell’esercito, altri sono sfuggiti alla lunga mano della legge.

Un’altra grande trasformazione ha riguardato la nascita del Territorio del Montana. Dodge Town ha visto emergere al suo interno l’Unione dei Proprietari Terrieri, sostenuta dalle famiglie storiche e focalizzata su una gestione locale ed ha eletto, come necessario ogni anno, il suo sceriffo. A livello più ampio la difficoltà di proteggere la nascente ricchezza legata all’oro ha fatto nascere e prosperare il movimento dei Vigilantes del Montana, inclini a dispensare giustizia sommaria non solo per porre fine al banditismo ma, secondo alcuni anche per ottenere potere.

La questione degli Indiani, rappresentata dalle tribù Crow e Piedi Neri, ha creato ulteriore divisione. Un trattato di pace inizialmente firmato è stato subito violato a causa della corsa all’oro e di conflitti latenti. La liberazione di Vento del Nord, capo dei Crow, ha spinto i PG delle varie tribù indigene a cercare di unirsi, ma sarà difficile mantenere questa pace considerando le forti rivalità tra Crow, Salish e Piedi Neri. Inoltre, nuove tensioni tra bianchi e indiani paiono crescere inevitabilmente.

All’interno della comunità, la faida tra le famiglie Bennet e Kopfler & Schmid determinata dall’assassinio di Henry Bennet da parte di Wolfgang Kopfler è stata momentaneamente placata con un matrimonio strategico tra Walter Bennet e Martha Kopfler, benché persistano rancori personali e dispute territoriali. Un'altra disputa significativa ha riguardato la questione territoriale tra la famiglia O'Brien e i Bennet-Dubois, nel corso della quale gli O'Brien hanno presentato importanti documenti, ma il cui esito è rimasto controverso.

La questione religiosa, con l’assegnazione della chiesa costruita sui terreni del Vecchio Tobias ai metodisti, ha riflesso le divisioni interne alla comunità. I cattolici hanno ottenuto una vaga promessa di condivisione dello spazio, mentre i luterani puntano a un luogo autonomo, evidenziando come la religione resti un terreno di battaglia simbolica e politica.

La vicenda del pascolo del Vecchio Tobias ha rappresentato un raro esempio di successione ordinata, con l’eredità del pascolo assegnata a Willy Jacob Berger, grazie al sostegno unanime della comunità. In contrasto, la questione dell’incendio della stalla ha rivelato la corruzione del sistema giudiziario locale, dove i veri colpevoli sono rimasti ignoti, sfuggendo alla giustizia verosimilmente grazie a contatti e protezioni.

La rapina alla diligenza, infine, ha mostrato le profonde connessioni tra criminalità, politica locale e interessi familiari. Nessun colpevole è stato ufficialmente scoperto e condannato.

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