GLI ABITANTI DI WITZENBURG
Nei piccoli paesi la gente perde la metà del suo tempo a spiare le cose degli altri e l'altra metà a riferire quello che ha scoperto o inventato.
(Aristide Gabelli)

Se vuoi interpretare un personaggio più realistico e umano; se preferisci lasciarti sorprendere piuttosto che impegnarti per sorprendere altri; se vuoi vivere la quotidianità di un piccolo borgo e scoprire come verrà sconvolta dal Carnevale; se vuoi conoscere meglio la personalità e le relazioni del tuo personaggio prima di sceglierlo; se non vuoi impegnarti troppo nella realizzazione o nel costoso noleggio di un costume; se prediligi un’interpretazione naturalistica e misurata (ma non troppo!); se qualcuno dei personaggi che hai visto ti piace in modo particolare; se temi di non essere in grado di mantenere un segreto… in tutti questi casi, l’abitante di Witzenburg è il personaggio per te.

I paesani di Witzenburg sono una cinquantina, sono divisi nelle varie famiglie del villaggio e costituiscono la maggior parte dei partecipanti e sanno molte cose gli uni degli altri: il teaser di ciascun personaggio sarà pubblicato sul gestionale e visibile a tutti.

CREAZIONE SCELTA E DEFINIZIONE DEI PERSONAGGI
I personaggi sono scritti dagli autori del larp e pubblicati esponendo una brevissima presentazione ( il teaser ) che inquadra nome, posizione sociale e occupazione, alcune caratteristiche salienti della sua personalità e qualcuno dei suoi legami con altri personaggi. Dopo esserti iscritto all’evento, riceverai un form da compilare in cui indicare, in ordine di preferenza, 8 personaggi che vorresti interpretare e 2 personaggi che assolutamente non ti piacciono. Ti verrà dunque assegnato un personaggio e da quel momento avrai accesso a tutte le informazioni personali che lo riguardano, i legami con altri personaggi, eventuali segreti e dettagli.

I personaggi protagonisti di Sogno... sono molto vari, nel carattere come nella posizione sociale; saranno mariti gelosi e mogli libertine, tavernieri astuti o generosi fornai, erboriste sagge e lavandaie di buon cuore, rudi boscaioli e mezzadri disonesti.

Dal punto di vista della storia, l’unica reale differenza tra i personaggi è il costume adeguato al ruolo e l’interpretazione di ciascun partecipante; per quanto umili o insignificanti possano sembrare, non ci sono personaggi meno interessanti di altri.

Inoltre, come in ogni storia che si rispetti, molti hanno qualcosa da nascondere e le apparenze ingannano!

Un personaggio di esempio, tra i paesani di Witzenburg:

Josefine Strudel, la fornaia di belle speranze
"Se il burro non esistesse qualcuno dovrebbe inventarlo!"
Teaser: Josefine adora i dolci ed è perennemente indaffarata e sporca di farina. Ha le mani in pasta e la testa fra le nuvole. Sogna di divenire una grande pasticcera ed è gelosissima della sua riserva d'ingredienti segreti che si fa portare da uno straniero misterioso! Si sente sprecata a Witzenburg e sogna di diventare l'allieva di Herr Knodel nella grande città di Vienna.
Legami: E' invaghita di Jonas Adler e cerca di sedurlo con i suoi dolci. La cuoca Greta va spesso a trovarla. E' la confidente di Brunhilde Knauser. Joseph la importuna chiedendo consigli culinari. Teme che Janna Appenzeller divori i suoi dolci di nascosto.

LE CASE E LE FAMIGLIE DEL VILLAGGIO

In un vicolo periferico vivono i Dusselbocker, la famiglia più povera, composta di contadini e pastori, con i loro aiutanti. Dal soffitto penzolano formaggi e salami e la paglia copre il rozzo pavimento dell’affollata casetta. Si maligna che non si lavino per intere settimane e che il tempo passato con le bestie li renda troppo selvatici. La gente non li evita certo, ma c'è chi dopo averli salutati si porta un rametto di lavanda sotto il naso.

Il vecchio e ricco Knauser abita con la numerosa famiglia nella casa più grande di tutta Witzenburg. Il nipote medico e le due nipoti zitelle, forse spilorce quanto lui, cercano da anni di convincerlo a vivere in modo più agiato e consono alla loro opulenza, ma il vecchio non vuole sentire ragioni.

E così il secondo piano della magione, e una seconda casa in pietra sempre di proprietà del vecchio, ospita servi e braccianti alle dipendenze dei Knauser , ma anche affittuari abituali e talvolta viaggiatori, contribuendo a tenere colme le già pingui casse della famiglia. Figure di spicco come il prete e lo sceriffo, ad esempio, sono tra gli ospiti paganti dei Knauser.
Proprietario di case in rovina, boschi, campi, orti e persino una vecchia locanda in disuso sulla strada per la città, il vecchio spilorcio maltratta figli e nipoti che a propria volta sopportano e lo assecondano nella speranza, un giorno non poi tanto remoto, di ereditare tutto...

Il sindaco Mayer, la sua vezzosa e bella moglie e la sua famiglia abitano di fronte al vecchio in una casa più modesta ma dal balcone più alto ed imponente, oggetto di vanto e di dispute anche pubbliche tra le due famiglie, ma anche testimonianza dell’invidia che il sindaco prova per i ben più facoltosi vicini.

Poco più a valle, in una graziosa quanto piccola casupola, vivono le tre sorelle Hissenflagg cresciute da sole dopo la morte dei nonni. Quando le finestre sono spalancate dalla casa si sentono profumi di fiori ed erbe come la lavanda e il bergamotto. Queste fragranze sono emanate da saponi, profumi e unguenti che le sorelle preparano e vendono. C’è chi sostiene che coll’infuso di rabarbaro preparato da loro si stia meglio che con i cataplasmi del dottore, e si spenda meno; altri invece non vedono di buon occhio le frivolezze che le tre sorelle ricavano da erbe e fiori dell’orto. Di certo le sorelle Hissenflagg sono tutt’altro che ricche, è saputo che dormono in tre in un unico lettone.

La famiglia Gewurztraminer gestisce la taverna e dorme nella baita accanto, sono benestanti e da sempre in rivalità con la famiglia e gli amici del vecchio Knauser. Godono della simpatia dei concittadini grazie all’allegria del taverniere, alla birra raramente annacquata e all’ambiente amichevole dove si gioca a carte, si fugge per un po’ dalle chiacchiere della moglie, si affogano i dispiaceri. In preda al vino c’è chi si confessa più che col prete e chi si lascia scappare segreti scabrosi... i tavernieri sono affabili, ma anche scaltri: ne hanno sentite tante e aspettano il momento giusto per far pagare i conti.