AMBIENTAZIONE

Montecchi+Capuleti porta sulla scena l’antica faida roboante di due famiglie rivali, senza rinunciare al linguaggio arcaico del dramma originale. La scena viene però colorata dagli azzurri neon degli anni Novanta di una Verona immaginaria.
Sebbene i Montecchi e i Capuleti abbiano ereditato la faida famigliare dai loro avi, questi giovani livorosi condividono una causa di ribellione comune: sconfiggere le vecchie generazioni. Quindi come creare un collegamento tra le due casate, mantenendo comunque le loro identità ben separate? E come unire quella voglia di ribellarsi giovanile al mondo creato? Ovviamente con la moda.

Le due fazioni si distinguono grazie a look e stili totalmente diversi, ma entrambi esprimono anche attraverso l'abbigliamento la loro voglia di ribellione, elemento che li unisce e collega nonostante le differenze.
Il cocktail di minimalismo Prada, Vietnam-incontra-il-centro-commerciale e sensualità D&G prende vita oltre i confini della nostra immaginazione. Si apre il sipario. Si va in scena.



I CAPULETI

Per i Capuleti tutto questo significa outfit eleganti, sexy e fatti su misura per gentile concessione di stilisti di classe. La famiglia è unita da una comune predilezione per abiti neri dalle linee pulite, ma ricchi di stampe e decorazioni, trasformando le loro fondine in accessori d'alta moda e mettendo in mostra le appariscenti fibbie delle loro cinture. Mascherina da denti in oro, collane, gioielli, nessun timore a esporre simboli dell’arte religiosa messicana, accostata a una prova di stile lussureggiante e romantica.


I MONTECCHI

I Montecchi hanno una diversa interpretazione della moda: camicie con stampe hawaiane, ampi pantaloni da lavoro e pantaloncini cargo abbinati ad anfibi o Converse Chuck Taylor. Atmosfere da guerra del Vietnam, con pantaloni corti e cappelli indigeni. Non hanno bisogno di abiti lussuosi, le loro camicie a fiori sono abbastanza vivaci per rappresentarli; non devono pettinarsi i capelli all'indietro per mettere in mostra le loro fondine fatte a mano, loro i capelli li tingono di rosa acceso, verde, blu e li tengono corti.


LA CORTE DEL PRINCIPE

La Corte del Principe, infine, rappresenta gli anni Novanta della moda casual. Completi da ufficio per i funzionari, sprazzi di moda per artisti e ombre che si asserragliano attorno al potere per strapparne un briciolo: giacche di jeans, occhiali tondi, body, salopette, crop top e Dr. Martens. Pantaloni a vita alta, giacche dal taglio geometrico. Tutto, pur di rappresentare attraverso lo stile la professionalità, il rigore degli ufficiali, l’estro dei letterati.