Capitolo II: Nuvola Rossa

Introduzione

Nel Montana, a Dodge Town, l’inverno del 1866 è arrivato carico di gelo e di sangue.
Da oltre un anno circolano notizie inquietanti: attacchi indiani sempre più frequenti ai coloni, carovane assalite, fattorie abbandonate, e scontri sempre più duri con l’esercito degli Stati Uniti. Tutti fanno lo stesso nome, ormai: Nuvola Rossa, capo Sioux diventato sinonimo di minaccia. All’inizio parevano episodi lontani, faccende da soldati e generali. Ora quei racconti arrivano fino a Dodge Town, insieme ai muli carichi, ai mercanti armati fino ai denti e comunque nervosi, agli uomini che abbassano la voce prima di parlare.

Nel luglio del 1865, a Platte Bridge Station, una guarnigione federale è stata annientata. Ventisei soldati uccisi. Un numero che ha fatto il giro dei saloon e delle piste. Poco dopo, l’esercito ha risposto con una grande spedizione lungo il Powder River, decisa a ristabilire l’ordine e colpire i gruppi indiani più ostili. È tornata senza una vera vittoria. I villaggi non sono stati piegati, e i soldati hanno fatto ritorno ai forti con più perdite, meno uomini e poche certezze.

Proprio da quelle difficoltà è nata la decisione di fortificare la pista Bozeman. Qui, tra i coloni del Montana, la notizia è stata accolta con favore: nuovi forti significano soldati, e soldati significano protezione. Protezione per le piste, per i carri, per chi vive e lavora in queste valli. A giugno del ’66 è arrivato addirittura un alto ufficiale, il colonnello Carrington, con uomini, materiali e ordini chiari, e i lavori sono iniziati senza indugio.

A luglio ha preso forma Fort Phil Kearny, e ad agosto anche Fort C. F. Smith, sul Bighorn. Le Giubbe Blu ora presidiano la pista, e sulla carta l’espansione verso le miniere appare più sicura.

Ma sul terreno la situazione resta tesa.

I Sioux di Nuvola Rossa non si sono ritirati. Continuano a colpire i coloni più esposti, a disturbare i movimenti, a osservare ogni spostamento militare. Gli attacchi non sono continui, ma scelti con cura: pattuglie isolate, convogli del legname, uomini che si allontanano troppo dai forti. Non è una guerra dichiarata, ma una pressione costante, fatta per logorare e intimidire.

L’esercito, dal canto suo, può contare sull’appoggio dei Crow, antichi nemici dei Sioux e tradizionali alleati degli americani. I Crow fungono da guide ed esploratori, conoscono i sentieri e le colline, e la loro presenza rafforza la fiducia dei comandanti federali. Ma per i Sioux questo è un affronto in più, e l’ostilità di Nuvola Rossa non fa che crescere.

Dodge Town, ufficialmente, non è coinvolta dalla guerra. Non è un forte, non è una base militare. Eppure il villaggio si trova in una posizione delicata: abbastanza vicino alle piste da essere utile, abbastanza ricco da attirare attenzioni indesiderate.

Negli ultimi mesi, in città, qualcuno ha iniziato a parlare apertamente di trattative e di accordi da stringere prima che la situazione peggiori. C’è chi sostiene che gli indiani vadano schiacciati senza esitazione. Altri credono che Nuvola Rossa sia ancora disposto ad ascoltare, se avvicinato nel modo giusto. Tutti, però, concordano su un punto: i Sioux sono ovunque, osservano tutto, e reagirebbero duramente a qualsiasi provocazione o inganno.

Da ottobre in poi, le notizie si sono fatte ancora più preoccupanti.

Si sa che Nuvola Rossa ha radunato i suoi in un enorme campo non lontano da Dodge Town. Un accampamento vasto e stabile, che raccoglie centinaia, forse migliaia di guerrieri e famiglie Sioux sotto un’unica guida. Ancora più vicino al villaggio, appena oltre i suoi confini, è stato avvistato un avamposto Sioux, affidato a un luogotenente fidato di Nuvola Rossa: un punto di controllo, di osservazione, e forse di minaccia.

Siamo a dicembre del ’66. Le Giubbe Blu tengono i forti. I Sioux tengono le colline, i sentieri, le distanze.

Dodge Town si trova in mezzo. Non ancora in guerra, ma nemmeno in pace. Circondata da forze che si studiano e si preparano, il villaggio vive in equilibrio precario. Ogni parola pesa, ogni accordo può cambiare il destino di molti. L’aria è carica di tensione, e sempre più spesso qualcuno osa pronunciare una parola che fino a poco tempo fa nessuno voleva usare: guerra.
La Guerra di Nuvola Rossa.

Cosa è successo nel secondo capitolo?

Dodge Town negli ultimi mesi dell’anno 1866 si è trovata nel bel mezzo del conflitto tra le bande indiane del capo Lakota Nuvola Rossa e le giubbe blu. I suoi abitanti storici e numerosi nuovi arrivati tra cui vecchi soldati, minatori di professione, cacciatori di scalpi, intrattenitori di professione e orgogliosi profughi confederati, hanno lottato per barcamenarsi tra le pretese dell’esercito e degli agguerriti indiani accampati nei dintorni, dandosi però al contempo da fare per accrescere e migliorare il loro insediamento.

La corsa all’oro è proseguita e si è ampliata, con l’arrivo di nuovi cercatori decisi a sfruttare fino in fondo i filoni della valle. E’ stata scoperta una ricca vena d’oro. Le nuove compagnie di minatori, i Kent Gold & Mineral e i reduci del 15° hanno ottenuto contratti vantaggiosi con i rispettivi proprietari dei terreni sui quali operano e cioè I Kopfler & Schmid e gli O’Brien, famiglie che hanno stretto accordi con i rivali Bennet e Bennet-Dubois in ordine ai terreni in questione. La brama d’oro però ha innescato scontri tra i nuovi arrivati e coloro che si consideravano i legittimi proprietari. La questione è tutt’altro che chiusa.

Le speranze delle giubbe blu d’infliggere una dura lezione ai Lakota si sono rapidamente diradate per evolvere infine in disastro con la distruzione della colonna del Capitano Fetterman. Gli abitanti di Dodge Town hanno trattato con i capi Lakota, raggiungendo un accordo di pace con il temibile Nuvola Rossa accordandogli ⅛ dell’oro estratto, cedendo anche ad altre pretese dei bellicosi indiani e tuttavia, pur mostrando un volto cordiale, alcuni coloni sono riusciti ad impedire che si concretizzasse una potente alleanza tra Lakota e Piedi Neri cui miravano alcuni degli indigeni più lungimiranti.

L’arrivo di gente del sud e di reduci unionisti in città ha riattizzato ricordi e conflitti legati alla guerra civile e a vecchi traffici di contrabbando. Un ricercato della confederazione è stato imprigionato nella prigione cittadina ma è riuscito misteriosamente a fuggire, incappando però poi in una pallottola. L’impressione a Dodge Town è che la sua morte abbia fatto comodo a qualcuno e soddisfatto la sete di vendetta di qualcun altro.

Dodge Town sembra poi essersi appassionata a vicende politiche legate allo sviluppo del territorio del Montana nel suo complesso. Per la prima volta dalla sua fondazione diversi gruppi politici hanno iniziato a contendersi il potere e la carica di governatore. Lo storico governatore Edgerton e i suoi seguaci di buon sangue anglosassone hanno trovato pane per i loro denti nell’aspirante governatore generale Meagher della verde Irlanda e dal controverso passato. I gruppi di sostenitori si sono scontrati nella cittadina e dopo fatti rimasti oscuri al grande pubblico è corsa la voce della morte dell’Irlandese all’esito di una sparatoria con misteriosi banditi.

Per quanto riguarda invece la politica della cittadina, le famiglie più antiche hanno consolidato il loro potere all’interno del Consiglio dei proprietari, evitando di ricorrere ad elezioni ed emarginando gran parte degli abitanti con meno mezzi e in generale i nuovi arrivati, anche se un’eccezione è stata fatta per la famiglia Boyce, con grande scorno e preoccupazione di alcuni. L’elezione popolare dello Sceriffo ha visto prevalere J.R. Boyce il quale si è affrettato a nominare una compagine di vice-sceriffi mista di facce nuove e gente radicata da tempo a Dodge Town. L’elezione di un sudista è parsa però a molti un esito infausto, anche se è diffusa l’idea che un irlandese sarebbe stato anche peggio.

Oltre che dagli scontri con gli indiani, la pace di Dodge Town è stata turbata anche dagli agguati compiuti ai danni di minatori e facoltosi mercanti dalla Banda dei Duncan. I bravi cittadini e i Vigilantes ne hanno stesi alcuni, ma i loro capi sono rimasti a piede libero. A proposito di criminali si è anche scoperto che in città si nascondevano sotto falso nome gli assassini e i grassatori del Branco di Lane Carson e qualcuno di loro è stato arrestato, si dice che uno sia morto, mentre altri paiono essersi dileguati. Si mormora inoltre della formazione o dell’arrivo di una nuova banda di rapinatori attratti dall’estrazione dell’oro.

Pur agitata da difficoltà e contrasti, la comunità di Dodge Town ha visto anche le famiglie e i singoli coloni stringere rapporti commerciali, accordarsi per realizzare future iniziative in città. Sono state scambiate promesse di matrimonio per amore o per interesse, sono sorte relazioni inaspettate che potrebbero cambiare il volto di alcuni o finire in tragedia ed alcune vecchie conoscenze sono riapparse dal passato. La frontiera è un fermento d’idee e prospettive, ma quante di queste sbocceranno davvero solo l’avvenire potrà rivelarlo.

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