Città Senza Legge
Gli scribacchini di New York che non hanno mai lasciato le sponde dell'oceano vendono giorno dopo giorno ai migranti la fiaba di una frontiera vergine disabitata, di un Eden che rigurgita risorse e ricchezze per tutti coloro che hanno l'ardimento di accomodarsi al banchetto. Eppure chi alla frontiera deve sopravviverci davvero sa che i frutti della terra, che siano preziosi minerali o vere e proprie messi, esigono un prezzo di sudore e sangue. Il sudore lo si paga al lavoro, il sangue ai selvaggi custodi della frontiera: i pellerossa. Forse anche le giubbe blu avevano creduto a quelle belle storie, convinti di battersi contro primitivi selvaggi erano davvero sicuri che bastasse erigere un pugno di forti ed attendere che i Sioux corressero a farsi ammazzare sotto il tiro dei loro cannoni. Poter uccidere solo con archi e lance tuttavia non significa non saperlo fare con consumata abilità.
Con il massacro della colonna Fetterman i soldati l'hanno imparato a loro spese. Da allora Fort Smith ha superato a malapena l'inverno del 1866 ed è sopravvissuto a stento ad un attacco nel luglio del 1867, mentre nei pressi di Fort Kearny colonne di rifornimenti sono state assalite e saccheggiate a più riprese nel corso dell'anno. Stagione dopo stagione la presa delle giubbe blu sul Montana si fa meno salda. Qualcuno ha iniziato a mormorare che l'espansione della nazione americana ha trovato il suo punto d'arresto, il suo limite estremo.
Eppure alla frontiera o forse oltre i suoi confini Dodge Town resiste. Coriacei e risoluti i suoi abitanti continuano a lottare per mantenere una fragile coesistenza con le nazioni indiane da una parte e le forze del governo federale dall'altra. I coloni resistono per i loro campi, le loro case, l'oro sepolto della roccia, per cercare il quale occorre scavare sempre più a fondo. Quello di Dodge Town è però un possesso precario, minacciato da voraci predatori. Ciò che vuoi te lo devi prendere e lo devi tenere stretto, perché lo vogliono prima di tutto i tuoi vicini per avidità o per bisogno e poi lo bramano gli stranieri che, come rapaci avvoltoi, volteggiano e progettano di calare sulla comunità. Un villaggio ricco di opportunità forse, ma in cui la forza della legge si fa di giorno in giorno più debole. Una città senza legge.
